DANNY FUSS
Danny Fuss, nato a Casablanca (Marocco), di nazionalita' USA e Israeliana, cresce a Milano dove studia Fotografia ed Industrial Design all Istituto Europeo di Design, e grafica a Brera.
Trasferitosi in Israele studia fotografia con Simha Shirman all Accademia Bezalel di Gerusalemme. Lavora come fotografo free-lance in Israele durante gli ultimi vent'anni.
Ha partecipato a varie mostre personali e collettive in Israele ed in Italia. Ora lavora in Italia come free-lance e partecipa a progetti di collaborazione Italia Israele.
Attualmente lavora a un progetto letterario-fotografico con Tiziana, la sua compagna scrittrice.
E-mail:tizdanny1@yahoo.it
Cosa c'e' in questo giardino che mi incanta piu' delle parole che non ci sono, piu' dei colori che sono assenti - e' una foto in bianco e nero - piu' delle forme,
che quasi non sussistono ?
E' il tuo spirito assorto che spazia nell'aria
Daniel esiste per cogliere attorno a noi la bellezza che vedo ma non sempre mi appare, la meraviglia che ci illumina ma che resta soffusa ed impalpabile nelle vibrazioni dell' essere infinito.
Daniel porta in se' la storia del mondo, e in lui partecipano alla creazione i geni di popoli erranti che hanno conosciuto terre diverse: l'Africa, l'Asia, l'Europa.
I suoi avi hanno dimorato la terra e gli regalano ricordi che non sa di avere ma
che appaiono nel suo lavoro.
Quando usa la macchina fotografica legge di noi le storie che ci portiamo dentro e, le nostre lacrime ed i sorrisi sono quelli che non sapevamo di possedere.
La sua č un? arte sincretica e mai immobile, non si puo? dire che scatti mai a caso; a volte non tocca un obiettivo per giorni e poi, con due click, coglie l? imprevisto incedere del tempo.
Scatta mille foto e non ne potrei buttare neanche una, non e' un riprendere disordinato per poi selezionare, tutto avviene prima e durante, mai dopo.
L'enfasi della sua gestualitā, mentre lavora, si annulla nel suo essere schivo e
ribelle, le sue narrazioni poetiche e delicate rimangono in silenzio, quando ascolta assorto l'irrompere del rumore nella vita, l'incedere degli eventi.
Niente rimane fuori dalle sue analisi fotografiche: la gente, i fiori, i luoghi, le linee, il movimento, la rigidita' delle forme, l'abbagliante accendersi dei colori, l'intontito perdersi delle storie, l'incatenato procedere degli errori, il fausto ed il melenso, l'infinitamente piccolo e l'esasperato enorme.
Tutto nelle sue mani e per i suoi occhi e' segno e ricerca, e' mezzo e fine.
Davanti a lui non esiste che un divenire che sa cogliere in ogni espressione e che lo incalza in una frenetica rielaborazione, in un incessante rinnovarsi di interessi e scoperte inusuali.
La sua bellezza di uomo senza eta', senza padroni lo fa principe della mia vita,
la sua infantile ingenuita' e fiducia nella gente lo rende amico di tutti e da ognuno desiderato come fratello. Lui e' il mio signore ed io gli devo la speranza. Grazie amore mio.
Tiziana